Sembra che siamo entrati in una nuova era dei social media. Un’era che abbraccia foto naturali e feed disordinati, piuttosto che foto curate e filtri di ogni tipo. Infine, sembra che i social media vogliano davvero che siamo noi stessi. È innegabile che sia molto più piacevole vedere le persone adottare un approccio rilassato ai social media, tuttavia, dobbiamo chiederci quanto sia genuina questa nuova era di autenticità. Oppure, autenticità e vulnerabilità sono semplicemente le ultime forme di valuta sociale online?
La nostra attuale ossessione per “essere autentici” ha portato a un cambiamento nella nostra presenza online. Oggi, le celebrità vengono elogiate per mostrare le proprie imperfezioni, tuttavia, in precedenza erano incoraggiate a mantenere un viso perfetto. BeReal e TikTok sembrano essere le app principali che dominano quest’era dei social media, e la loro popolarità tra i giovani non è passata inosservata. Entrambe queste app incoraggiano i loro utenti a essere se stessi, nonostante le loro imperfezioni, e la loro popolarità tra i giovani dimostra il desiderio generale di autenticità online.
Molti ormai hanno sentito parlare di BeReal, ma se non si conosce questa piattaforma, basta dire che una volta al giorno gli utenti di BeReal ricevono una notifica casuale e hanno due minuti per pubblicare una foto di ciò che stanno facendo. L’app, che è stata soprannominata “l’antidoto a Instagram”, non consente di applicare filtri né di modificare le foto. BeReal afferma di offrire un modo unico per “scoprire chi sono veramente i tuoi amici nella loro vita quotidiana“. Tuttavia, nonostante l’enfasi dell’app sull’autenticità, le persone hanno comunque trovato il modo di renderla un’esperienza non autentica. Molte persone, infatti, aspettano che i momenti socialmente condivisibili siano autentici, vanificando in un certo senso lo scopo dell’app. Invece di pubblicare non appena arriva la temuta notifica “È ora di BeReal!”, molti aspettano di apparire “accettabili”, di trovarsi in un contesto sociale o di fare qualcosa che “vale la pena condividere”. Ed è proprio questo che ha sollevato la questione se la vera autenticità possa essere raggiunta online. Se Bereal è presumibilmente l'”anti-Instagram”, perché ci preoccupiamo ancora di come veniamo percepiti? Oppure, perché abbiamo la possibilità di interagire e mostrare la nostra approvazione ai BeReal dei nostri amici con le nostre “Real Emoji” (che sono ovviamente la risposta di BeReal ai like di Instagram)?
Per molti, BeReal è la prova che quest’era di autenticità online è in realtà un’era di “autenticità curata”, dove i nostri momenti più casuali sono ancora perfetti da fotografare. La tendenza dimostra purtroppo che anche i nostri presunti momenti banali dovrebbero comunque essere socialmente accettabili per essere visti da un pubblico più ampio.
Una simile falsa autenticità online si riscontra anche su TikTok. TikTok è uno dei maggiori colpevoli di questa nuova era dei social media. L’app ti fa credere che chiunque possa diventare famoso, il che è vero fino a un certo punto. Sì, nessuno può negare che ci sia molta diversità e creatività sulla piattaforma, tuttavia l’app offre anche vantaggi economici e sociali derivanti dall’essere “autentici”, rendendo TikTok un volto amico per le performance online. Il passaggio da utente abituale di TikTok a micro influencer dimostra che se il tuo stile di vita appare sia raggiungibile che esteticamente interessante, puoi raggiungere un certo livello di successo online, rendendo in definitiva TikTok il simbolo dell’autenticità curata.
Se non altro, questa nuova era di “autenticità” sui social media permette alla cultura del confronto di trasformarsi nella sua forma più pericolosa. Può far sentire le persone a disagio riguardo alla loro vita quotidiana. Prima, ci consolavamo sapendo che le vite degli influencer erano false, ma ora i confini sono più sfumati. Ci viene detto sottilmente che alcune persone hanno vite così desiderabili che possono essere catturate in qualsiasi momento, mentre altre devono aspettare.
Bisogna riconoscere che l’autenticità in sé è un costrutto sociale e, qualunque sia la situazione, le persone vogliono sempre apparire come la migliore versione di sé stesse, soprattutto online.
È vero che i social media non saranno mai un’esperienza veramente autentica, tuttavia, forse saperlo è la chiave per apprezzarli davvero. In fin dei conti, sì, i social media sono falsi, ma questo non dovrebbe impedirti di pubblicare ciò che vuoi, quando vuoi e come vuoi.
